Governo, giornata decisiva. Conte potrebbe salire al Colle con la lista. Salvini non cede su Savona

Governo, giornata decisiva. Conte potrebbe salire al Colle con la lista. Salvini non cede su Savona.

 

E’ la giornata decisiva per capire se nascerà un Governo M5S-Lega o se invece l’Italia va verso nuove elezioni. Sia Di Maio sia Salvini hanno lasciato intendere che le prossime ore saranno cruciali per avere una risposta definitiva. E Di Maio rilancia: chiudere in 24 ore o lasciamo stare. Sulla stessa linea Salvini: «O si parte o per noi basta. Mi rifiuto di trattare ancora per settimane». Possibile la salita già oggi al Colle del premier incaricato Giuseppe Conte con la lista dei ministri.

Di sicuro la strada rimane in salita, mentre siamo a un passo dal record di “gestazione” segnato nel 1992 dal primo governo Amato (83 giorni). «Stiamo lavorando», ha assicurato Conte, che ieri nel pomeriggio ha incontrato alla Camera l’ambasciatore Luca Giansanti, già direttore generale degli Affari Politici della Farnesina (da cui si è dimesso con effetto dal primo giugno), e il cui nome è circolato nelle ultime ore per il ministero degli Esteri.

Torna l’ipotesi di un ritorno alle urne
Rimane il nodo di politica interna. Possibile oggi la salita al Colle con la lista ma in queste ore il ritorno alle urne è tornato a essere un’opzione tutt’altro che remota, dopo il nuovo stop registrato ieri: da un lato Matteo Salvini (e Luigi di Maio) che insistono su Paolo Savona al Mef, dall’altro il Colle (cui spetta nominare i ministri su proposta del premier), che non vuole un euroscettico al ministero dell’Economia. Tanto più se imposto da “diktat” targati Lega, che di fatto riducono le prerogative del capo dello Stato.

Salvini: o si chiude o torniamo al voto 
Ieri pomeriggio il segretario della Lega Matteo Salvini ha riunito i suoi dirigenti nella sede di via Bellerio a Milano per fare il punto. «Un rischio di frattura con il Quirinale? L’unico rischio che vedo è un’ulteriore frattura tra i palazzi del potere e gli italiani. Se qualcuno rallentasse ancora questo processo di cambiamento facendo saltare 15 giorni di lavoro e sacrificio, sarei ancora arrabbiato», ha detto Salvini al termine del vertice sulla formazione del governo Conte. Salvini ha ricordato che «passi indietro la Lega ne ha già fatti abbastanza, abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare». Infine, un messaggio ai partner europei: «Nessuno in Italia ha mai eccepito su un ministro tedesco o francese, quindi è altrettanto evidente che i ministri che rappresentano gli italiani non devono necessariamente avere il gradimento dei tedeschi, dei francesi o di chiunque altro». In serata il leader della Lega a un comizio alla festa del partito a Martinengo e Dalmine (in provincia di Bergamo) ha sottolineato: «io ho detto “o si parte o per noi basta”. Mi rifiuto di andare avanti ancora a trattare per settimane. I mutui non aspettano, la benzina non aspetta, gli sbarchi nemmeno».

Meloni: a Salvini sostegno Fdi su Savona
In mezzo, tra il leader del Carroccio e il presidente della Repubblica, c’è l’avvocato Conte, che in queste ore continua a lavorare alla squadra di governo e cerca di trovare un punto di mediazione fra il pressing del Colle e quello dei leader di Lega e M5S. A dar man forte al Carroccio c’è anche Fratelli d’Italia, che dopo aver criticato in più di un’occasione la scelta di Salvini di accettare la presenza di un tecnico a Palazzo Chigi, oggi è sulle barricate per la «nuova inaccettabile ingerenza di Mattarella» sul nome di Savona, «dopo l’ostinazione a non conferire l’incarico di governo al centrodestra». La leader del partito, Giorgia Meloni, «pur senza aver cambiato idea sul governo giallo-verde», ha offerto ufficialmente questa mattina a Salvini «il suo convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell’economia non indicato da Bruxelles. L’Italia è ancora una nazione sovrana, Juncker e la Merkel se ne facciano una ragione».

Di Battista: inaccettabile veto Colle su Savona
Sulla stessa linea di Meloni Alessandro Di Battista, ex deputato M5S e popolare leader del Movimento. «Il Presidente della Repubblica – ha scritto su facebook – ha tutto il diritto costituzionale di voler concordare alcuni ministri con il Presidente del Consiglio incaricato, ma porre veti sul Ministro dell’economia, malgrado il curriculum eccellente che vanta il Dott. Savona, lo trovo, da cittadino, assolutamente inaccettabile».

Tajani: l’ultima parola sui ministri spetta a Mattarella
A difesa del presidente della Repubblica si è invece espresso il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Da Siracusa, dove ha partecipato a una convention elettorale, ha ricordato che «il capo dello Stato deve decidere il nome dei ministri ed accettare le proposte del presidente del Consiglio incaricato. Tocca a lui dare l’ultima parola e non tocca a noi dare giudizi sulle persone».

Boccia: confidiamo in saggezza di Mattarella 
«Apprezziamo molto il lavoro paziente del Presidente della Repubblica e confidiamo nella sua saggezza per una soluzione equilibrata nella formazione del governo». Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia durante il convegno su Edilizia 4.0 organizzato dall’Ance ad Anacapri.

La prima replica a Berlino di Salvini su Twitter 
La risposta di Salvini alle critiche piovute da Berlino è arrivata ieri già in tarda mattinata. «Giornali e politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. E noi dovremmo scegliere un ministro dell’Economia che vada bene a loro? No, grazie!», ha scritto il leghista su Twitter.

Pubblicato da ilvostropensiero

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