Gli accordi segreti tra SILVIO BERLUSCONI e la MAFIA (documentario)

Gli accordi segreti tra SILVIO BERLUSCONI e la MAFIA.

Una cosa sconvolgente sta accadendo in Italia in questi mesi, una cosa che nel glossario storico ha un nome ben preciso. Un “golpe” che, in verità, credevo fosse stato messo in atto negli ultimi cinque anni di vita democratica e repubblicana, ma che invece sta appena cominciando.
E’ una cosa che ho capito guardando dall’esterno una serie di eventi che riempiono – a carattere di semplice cronaca – le notizie dei mass-media nazionali. Cercherò di farvi guardare le stesse cose con un occhio diverso, più attento e più intuitivo.
Partiamo dalla campagna elettorale stracolma di dissidi, incomprensioni, falsità, attacchi da una parte all’altra degli schieramenti, tutte cose che apparentemente fanno parte del normale costume italiano della seconda repubblica, ma che visti da un’altro punto di vista, sono l’evidente segno che qualcosa deve accadere in vista delle elezioni politiche del 9 e 10 Aprile.

Infatti cosa accade? L’Italia si spacca in due, con uno strettissimo margine di voti, la sinistra vince alla camera e, grazie al voto degli italiani all’estero vince anche al senato acquistando appena due seggi in più. Ingovernabilità? Assolutamente no. L’intento è quello di affermare una svolta dal punto di vista politico nell’Italia dei “controsensi”.
Torniamo per un attimo all’inizio della nostra storia quando, nel 1992 iniziò il processo “mani pulite”. Fu un fatto storico perchè metteva alla luce gli interessi degli imprenditori nei confronti della politica “bene” che incrociava finanziamenti pubblici ai partiti con tangenti per opere pubbliche. Un chiaro segnale che qualcosa stava finendo… o iniziando! Per qualcuno sta cominciando la “seconda repubblica” per me ha inizio la “stagione della vergogna”.
Nel 1993 viene arrestato il superboss Totò Riina dai ROS dei Carabinieri i quali, in barba alle normali regole sulla perquisizione dei luoghi considerati importanti per le indagini, omettono di perquisire proprio il covo del latitante che fino a pochi mesi prima aveva ordinato l’uccisione dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Nel 1994 nasce Forza Italia. Forse le tre cose non sono collegate fra di loro, ma proviamo ad immaginare uno scenario diverso: se dal processo “mani pulite” ne fosse uscito indenne il partito Socialista con Craxi che avrebbe formato il nuovo governo, la copertura politica e l’agognata impunità al Cav. Silvio Berlusconi ed ai suoi amici mafiosi (vedi Mangano e Dell’Utri) sarebbe stata assicurata.
Di conseguenza il Cavaliere non sarebbe stato costretto a “scendere in campo” come lui stesso dichiara ad una riunione di quadri Fininvest a Montecarlo nella primavera del 1993.
Passiamo ora alla Mafia, come c’entra? Fino all’uccisione dei “Giudici di Palermo” la Mafia faceva fortemente sentire la sua presenza sul territorio poi, di colpo finisce tutto: stragi, uccisioni, morti… finisce tutto. Nel 1993 viene arrestato Totò Riina e la Mafia sembra essere sconfitta. Tutti siamo contenti, osanniamo il “Capitano Ultimo” che ha effettuato l’arresto con una fiction televisiva, e ci dimentichiamo che il Boss dei Boss, il capo indiscusso della Mafia di Corleone, il superlatitante Bernardo Provenzano è ancora latitante… non si conosce neanche il suo volto.
Nel processo di Caltanissetta, che si apre per indagare sui mandanti a volto coperto delle stragi del 1992, si fa il nome di Silvio Berlusconi come principale mandante delle suddette stragi che coinvolsero i Giudici e le loro scorte a Palermo.
Di certo il Cavaliere si sentiva indifeso, dopo aver visto andare in galera ed in esilio i suoi amici politici ma soprattutto dopo che lo Stato stava dando un grosso colpo alla Mafia. E’ lì che accade qualcosa, è in quel momento che avviene “l’accordo”.
Sappiamo che nel 1981 fu scoperta la Loggia Massonica Propaganda 2 che dava asilo a 982 personaggi della vita pubblica italiana: politici, imprenditori, militari, professionisti. Tutti intenti a perseguire uno scopo: sovvertire l’ordine democratico italiano. Con l’avvento delle indagini sulla morte del banchiere Michele Sindona, i Giudici di Milano scoprirono questa “setta segreta”, questa scorciatoia per il potere – come il Comm. Licio Gelli stesso la definì.
Il Cav. Silvio Berlusconi è tesserato della Grande Loggia. Fu proprio con l’aiuto delle persone giuste negli ambienti mafiosi e massonici che il Cavaliere potè coordinare la sua ascesa al potere in Italia. Un accordo preciso con i capi di Cosa Nostra e con i vertici dei servizi segreti (tutti piduisti). Un colpo di stato preparato già anni prima del 1994 – quando Forza Italia venne costituita.
Il Sig. Maurizio Cartotto, ex democristiano, dice nei processi che già nel 1992 era in costituzione un partito politico che doveva nascere al solo scopo di allontanare il Cav. Silvio Berlusconi dallo scenario giudiziario che stava crescendo dietro di lui. Scenario che delineava le sue collusioni con l’ambiente mafioso di Palermo in relazione a svariate operazioni economiche fatte dalle sue aziende in Italia ed all’estero.
I termini dell’accordo: semplicissimo. “Io ti arresto Riina e non gli faccio la perquisizione del covo, tu mi fai lavorare tranquillamente al “piano di rinascita democratica” che Gelli mi ha lasciato da portare a termine, tu rimarrai latitante a vita e nessuno mai ti verrà a cercare, ma nel frattempo nessuno dei tuoi pentiti dovrà mai fare il mio nome o quello dei miei amici ai processi di Milano e di Palermo. Per quanto riguarda quelli in corso, ho già delle proposte di legge che ne allungheranno i termini fino alla prescrizione” – ecco spiegato…
Gli interlocutori? Da una parte il Cavaliere, dall’altra la Mafia. Ecco spiegati dieci anni di storia italiana, dieci anni di preparazione ad un golpe che per il momento è appena sospeso… perchè? Perchè se ne sta preparando un’altro, ben più clamoroso.

Cronaca

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